Il Neurofeedback nel Trauma dello Sviluppo
La dr.ssa Sebern FISHER: conduce questo workshop per condividere le sue esperienze con i sopravvissuti di trauma regolando i loro cervelli e calmando le tempeste affettive che ancora troppo spesso minacciano le loro vite.
Presentazione
Gli adulti che sono sopravvissuti alla trascuratezza, all’abuso e all’aggressione avvenuti nella prima infanzia sono spesso ritenuti altamente resistenti al trattamento psicologico. Tuttavia, questa definizione è fuorviante poiché suggerisce l’idea che le persone sofferenti per le conseguenze di queste infanzie siano resistenti al trattamento contrapponendosi all’idea che siano i nostri attuali trattamenti non adeguati ad esse.
Il problema centrale che queste persone devono affrontare con i loro terapeuti è l’incapacità di regolazione degli stati affettivi guidati dai sistemi limbici e sub-limbici della paura. Anche se lo stato stabile del terapeuta può dar loro sollievo, con la terapia della parola non possiamo raggiungere i loro cervelli altamente attivati e guidati dalla paura.
I farmaci possono renderli meno sensibili ma non possono calmare il terrore che li aggredisce. Come dimostra la ricerca recente di Bessel van der Kolk e di Ruth Lanius, il neurofeedback o biofeedback dei ritmi elettrici del cervello, può insegnare ai cervelli ad autoregolarsi, perfino a questi cervelli colpiti così profondamente. Una volta raggiunta la regolazione degli affetti la terapia può iniziare.
Questo workshop offre una panoramica sulla scoperta del neurofeedbaack e su come funziona. Verrà preso in considerazione come il trauma e il fallimento dell’attaccamento nella prima infanzia impattino sullo sviluppo del cervello, sulla regolazione degli affetti e sul senso del sé. Verrà esplorato il dominio elettrico del funzionamento del cervello e come il neurofeedback calmi l’affetto e regoli il funzionamento del cervello facendo riferimento ai suoi circuiti. Nel secondo giorno si discuterà di come integrare il neurofeedback con la psicoterapia, i cambiamenti che apporta e i benefici.
Il problema centrale che queste persone devono affrontare con i loro terapeuti è l’incapacità di regolazione degli stati affettivi guidati dai sistemi limbici e sub-limbici della paura. Anche se lo stato stabile del terapeuta può dar loro sollievo, con la terapia della parola non possiamo raggiungere i loro cervelli altamente attivati e guidati dalla paura.
I farmaci possono renderli meno sensibili ma non possono calmare il terrore che li aggredisce. Come dimostra la ricerca recente di Bessel van der Kolk e di Ruth Lanius, il neurofeedback o biofeedback dei ritmi elettrici del cervello, può insegnare ai cervelli ad autoregolarsi, perfino a questi cervelli colpiti così profondamente. Una volta raggiunta la regolazione degli affetti la terapia può iniziare.
Questo workshop offre una panoramica sulla scoperta del neurofeedbaack e su come funziona. Verrà preso in considerazione come il trauma e il fallimento dell’attaccamento nella prima infanzia impattino sullo sviluppo del cervello, sulla regolazione degli affetti e sul senso del sé. Verrà esplorato il dominio elettrico del funzionamento del cervello e come il neurofeedback calmi l’affetto e regoli il funzionamento del cervello facendo riferimento ai suoi circuiti. Nel secondo giorno si discuterà di come integrare il neurofeedback con la psicoterapia, i cambiamenti che apporta e i benefici.
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Data di svolgimento e termine iscrizioni
dal 16/06/2017 09:00 al 18/06/2017 18:00
termine iscrizioni 16/06/2017 09:00 -
Organizzazione dell'evento - info - prenotazioni
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Sede di svolgimento
Tariffe agevolate per i partecipanti "BtL"
Allegati
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